Fexofenadina o cetirizina: differenze
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Fexofenadina o cetirizina: differenze, sonnolenza e interazioni

Fexofenadina e cetirizina sono due antistaminici H1 usati per la rinite allergica e per l’orticaria, ma non si comportano allo stesso modo. Negli studi la fexofenadina ha dato sonnolenza con una frequenza simile al placebo; va presa prima dei pasti e va tenuta lontana dagli antiacidi e, secondo l’FDA americana, dai succhi di frutta. La cetirizina fa venire sonno un po’ più spesso, si prende con o senza cibo e richiede dosi ridotte se i reni lavorano male. In Italia la fexofenadina si trova sia con ricetta (Telfast e generici) sia da banco (Fexallegra 120 mg); la cetirizina esiste in confezioni con ricetta e in piccole confezioni senza ricetta.

I dati che seguono vengono dai riassunti delle caratteristiche del prodotto (RCP) e dalla banca dati AIFA; per la scelta vale sempre il parere di medico o farmacista.

Fexofenadina e cetirizina: le differenze in sintesi

Fexofenadina Cetirizina
Da dove deriva Metabolita attivo della terfenadina Metabolita dell’idrossizina
Indicazioni (RCP) 120 mg: rinite allergica stagionale; 180 mg: orticaria cronica idiopatica Rinite allergica stagionale e perenne, orticaria cronica idiopatica
Età minima (compresse) 12 anni 6 anni
Come si prende Una volta al giorno, prima di un pasto Con o senza cibo
Sonnolenza negli studi Frequenza simile al placebo 9,6% contro 5% del placebo
Eliminazione Soprattutto con la bile, fino al 10% con le urine Circa due terzi immodificati con le urine
Reni che funzionano male Nessun aggiustamento di dose, ma dati limitati Dose ridotta; controindicata con filtrato sotto 15 ml/min
Ricetta in Italia Sì per Telfast e generici; no per Fexallegra 120 mg Sì per la confezione da 20 compresse; no per alcune confezioni piccole

Come agiscono: stesso bersaglio, molecole diverse

Entrambe bloccano i recettori H1 dell’istamina, la sostanza che durante una reazione allergica provoca starnuti, naso che cola, occhi che lacrimano e prurito. Cambia la storia delle due molecole.

La fexofenadina è il metabolita attivo della terfenadina, un vecchio antistaminico: in pratica è la parte “utile” di quel farmaco, già pronta all’uso. Il fegato la trasforma pochissimo e l’organismo la elimina soprattutto con la bile. Secondo l’RCP l’effetto compare entro un’ora, raggiunge il massimo verso la sesta ora e copre 24 ore; l’emivita è di 11-15 ore.

La cetirizina deriva invece dall’idrossizina ed è un antagonista selettivo dei recettori H1 periferici. Ha un’emivita di circa 10 ore e viene eliminata in buona parte dai reni. Proprio per la parentela con l’idrossizina, la cetirizina è controindicata in chi è allergico all’idrossizina o ad altri derivati della piperazina.

Sonnolenza: quale dei due fa venire meno sonno

  • Fexofenadina: l’RCP la definisce un antistaminico H1 non sedativo. Negli studi clinici sugli adulti cefalea, sonnolenza, capogiri e nausea compaiono tra gli effetti comuni, ma con una frequenza simile a quella del placebo. Nei test oggettivi non ha mostrato effetti significativi sul sistema nervoso centrale, e negli studi sui ratti non ha attraversato la barriera ematoencefalica.
  • Cetirizina: negli studi controllati la sonnolenza ha riguardato il 9,63% dei pazienti contro il 5,00% del placebo, di solito in forma lieve o moderata. Alla dose raccomandata non sono emersi effetti clinicamente rilevanti sulla guida, ma l’RCP chiede a chi avverte sonnolenza di non guidare e di evitare attività pericolose.

La risposta resta individuale: la prima volta verifica come reagisci prima di guidare. Se il tuo dubbio riguarda la cetirizina e la sua “sorella” levocetirizina, trovi il confronto nella guida su differenze tra cetirizina e levocetirizina.

Cibo, succhi di frutta e antiacidi

Fexofenadina: prima dei pasti, con un bicchiere d’acqua

L’RCP europeo indica di prenderla una volta al giorno prima di un pasto. Raccomanda poi di lasciare 2 ore tra la fexofenadina e gli antiacidi a base di idrossido di alluminio e magnesio, perché questi ne riducono l’assorbimento.

Sui succhi di frutta l’RCP europeo non dice nulla. La FDA statunitense invece segnala che il succo di pompelmo riduce la quantità di fexofenadina che arriva nel sangue e che anche i succhi d’arancia e di mela possono renderla meno efficace; per questo l’etichetta americana avverte di non prenderla con i succhi di frutta. Meglio quindi prenderla con acqua, non con la spremuta.

Cetirizina: il cibo rallenta ma non riduce

Con la cetirizina il cibo rallenta l’assorbimento ma non riduce la quantità di farmaco assorbita, quindi puoi prenderla a stomaco pieno o vuoto. Negli RCP consultati non compaiono avvertenze sui succhi di frutta.

Interazioni con altri farmaci

Fexofenadina. Dato che il fegato quasi non la trasforma, non sono attese interazioni legate al metabolismo epatico. Due farmaci però ne alzano i livelli nel sangue di 2-3 volte: l’antibiotico eritromicina e l’antimicotico ketoconazolo. Secondo l’RCP l’aumento non ha modificato l’intervallo QT né aumentato gli effetti indesiderati, ma va comunque riferito al medico. L’RCP nomina l’eritromicina, non gli altri antibiotici della stessa famiglia, come l’azitromicina di cui parliamo nell’articolo sulla differenza tra Zitromax e Augmentin: per qualsiasi antibiotico chiedi al farmacista. Con l’omeprazolo non sono state osservate interazioni.

Cetirizina. Non sono attese interazioni farmacocinetiche rilevanti; sono state studiate, ad esempio, quelle con pseudoefedrina e teofillina. Serve invece cautela con alcol e farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale, perché nelle persone sensibili possono ridurre ulteriormente la vigilanza.

La loratadina, al contrario, viene trasformata dal fegato tramite gli enzimi CYP3A4 e CYP2D6, e questo la espone a più interazioni. Se stai valutando anche quella, leggi il confronto tra loratadina e desloratadina e le loro differenze.

Avvertenze: chi deve fare più attenzione

  • Reni: per la cetirizina l’RCP prevede dosi ridotte quando il filtrato glomerulare scende sotto 60 ml/min, e la controindica sotto 15 ml/min in dialisi. Per la fexofenadina non è previsto un aggiustamento della dose, ma i dati su anziani e persone con insufficienza renale o epatica sono limitati e il farmaco va usato con cautela.
  • Cuore: chi ha o ha avuto malattie cardiovascolari va avvisato che gli antistaminici, come classe, sono stati associati a tachicardia e palpitazioni (avvertenza dell’RCP della fexofenadina).
  • Prostata ed epilessia: la cetirizina richiede cautela in chi è predisposto alla ritenzione urinaria (ad esempio per ipertrofia prostatica o lesioni del midollo spinale) e in chi soffre di epilessia o è a rischio di convulsioni.
  • Test allergologici cutanei: gli antistaminici alterano il risultato; per la cetirizina l’RCP indica una sospensione di 3 giorni prima del test.
  • Sospensione: dopo aver smesso la cetirizina possono comparire prurito od orticaria, anche in chi non li aveva prima.
  • Gravidanza e allattamento: per la fexofenadina l’RCP sconsiglia l’uso in gravidanza se non strettamente necessario e non lo raccomanda durante l’allattamento; per la cetirizina chiede cautela in entrambe le situazioni. In questi casi la scelta spetta al medico.
  • Bambini: le compresse di cetirizina sono indicate dai 6 anni. In Italia la banca dati AIFA riporta per la fexofenadina solo compresse da 120 e 180 mg, indicate dai 12 anni.

Serve la ricetta in Italia?

Dipende dal prodotto e dalla confezione. Secondo la banca dati dei medicinali AIFA:

  • Fexofenadina: Telfast e i generici da 120 e 180 mg sono soggetti a prescrizione medica (ricetta ripetibile). Fexallegra 120 mg è invece un medicinale da banco, in fascia C-bis, cioè a carico di chi lo compra.
  • Cetirizina: la confezione da 20 compresse è soggetta a prescrizione ed è in fascia A; alcune aziende hanno anche confezioni piccole (ad esempio da 7 compresse) vendibili senza ricetta, in fascia C.

La fascia A non significa rimborso automatico. Entrambi i principi attivi rientrano nella Nota AIFA 89, che limita la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale alle allergie di grado medio-grave, come la rinocongiuntivite allergica stagionale o l’orticaria persistente non vasculitica, quando il trattamento dura più di 60 giorni.

Quale scegliere: i criteri da portare al medico

Non esiste un vincitore assoluto, ma in alcune situazioni le differenze pesano:

  • Guidi molto o fai un lavoro che richiede attenzione: negli studi la fexofenadina ha dato sonnolenza quanto il placebo, la cetirizina un po’ di più.
  • Hai la rinite tutto l’anno: tra le indicazioni dell’RCP la cetirizina comprende anche la rinite allergica perenne, mentre la fexofenadina da 120 mg è indicata per quella stagionale.
  • Prendi antiacidi o bevi spremute a colazione: con la cetirizina non devi organizzare gli orari; con la fexofenadina sì.
  • Hai problemi ai reni: la cetirizina richiede di adattare la dose, la fexofenadina no (ma con cautela).
  • Il paziente è un bambino tra 6 e 11 anni: tra i due, in Italia, solo la cetirizina ha compresse indicate per questa fascia d’età.

Se nessuno dei due ti ha soddisfatto, ci sono altre molecole della stessa famiglia: trovi il confronto tra ebastina e bilastina, efficacia e posologia. E se i sintomi sembrano legati a ciò che mangi, può interessarti l’articolo su carciofi e istamina negli alimenti.

Domande frequenti

Posso prendere fexofenadina e cetirizina insieme?

Gli RCP non prevedono l’associazione dei due farmaci. Non combinare due antistaminici di tua iniziativa: se i sintomi non sono controllati, parlane con il medico.

La fexofenadina si può prendere con il succo d’arancia?

Meglio di no. L’RCP europeo non ne parla, ma l’FDA segnala che i succhi di pompelmo, arancia e mela possono ridurne l’efficacia. Prendila con acqua, prima di un pasto.

Quale dei due fa meno sonno?

Negli studi la fexofenadina ha causato sonnolenza con una frequenza simile al placebo, mentre con la cetirizina la sonnolenza è stata un po’ più frequente (9,63% contro 5,00%). La reazione però cambia da persona a persona.

Serve la ricetta per la fexofenadina?

Per Telfast e per i generici da 120 e 180 mg sì. Fexallegra 120 mg è invece un medicinale da banco, quindi si compra in farmacia senza ricetta.

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