Differenza tra metafora e similitudine (con esempi)

La differenza tra metafora e similitudine sta tutta nel modo in cui viene fatto il confronto. La similitudine mette due cose una accanto all’altra e lo dichiara apertamente, con una parola di paragone come come o simile a: “è forte come un leone”. La metafora invece salta il passaggio e identifica direttamente una cosa con l’altra: “è un leone”. In pratica, la similitudine dice “assomiglia a”, la metafora dice “è”.

Di seguito trovi le definizioni, una tabella per il ripasso veloce, esempi letterari e quotidiani e un metodo pratico per non confonderle più.

Che cos’è la similitudine

La similitudine è la figura retorica che accosta due elementi diversi per far risaltare una caratteristica che hanno in comune. Il confronto è sempre esplicito: chi legge vede entrambi i termini e vede anche il “ponte” che li collega.

Gli elementi sono tre:

  • il termine di partenza, cioè la cosa di cui si parla;
  • il termine di paragone, cioè l’immagine con cui la si confronta;
  • il connettivo, la parola che lega i due termini.

I connettivi più usati sono come e simile a, insieme alle coppie correlative così… come e tale… quale, che servono soprattutto quando il confronto si allunga su più frasi.

Esempi di similitudine

  • “Dorme come un sasso.”
  • “Quel ragazzo è veloce come un treno.”
  • “Fu trattato come un cane.”
  • “Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie.” (Giuseppe Ungaretti, Soldati)

Quest’ultimo è l’esempio più famoso della scuola italiana. La poesia fa parte della raccolta L’Allegria e in calce riporta luogo e data: Bosco di Courton, luglio 1918. Tutto il testo regge su un solo paragone: la vita dei soldati al fronte è precaria quanto quella delle foglie in autunno, che possono cadere al primo colpo di vento.

Un altro esempio classico, citato anche dal Vocabolario Treccani, viene dall’inno sacro Pentecoste di Alessandro Manzoni: “Come la luce rapida / piove di cosa in cosa”. Qui la similitudine è “lunga”: prima si descrive l’immagine (la luce), poi con tal si applica il confronto al concetto.

Che cos’è la metafora

La parola viene dal greco metaphorá, che significa “trasferimento”. Ed è proprio questo che succede: il significato di una parola viene trasferito su un’altra cosa, con cui ha un legame di somiglianza. Il confronto c’è, ma resta sottinteso: manca il connettivo e spesso manca anche uno dei due termini.

Già nel I secolo d.C. il retore latino Quintiliano, nell’Institutio oratoria (libro VIII), la descriveva come una “similitudine abbreviata”: un paragone a cui è stato tolto il come.

Esempi di metafora

  • “Achille è un leone.” (cioè coraggioso e forte)
  • “Sei un pallone gonfiato.” (cioè presuntuoso)
  • “Ha i capelli d’oro.” (cioè biondi e lucenti)
  • “Una grandine di pugni.” (cioè tantissimi colpi, fitti e violenti)
  • “E il naufragar m’è dolce in questo mare.” (Giacomo Leopardi, L’infinito)

Nel verso di Leopardi non c’è nessun mare vero: il “mare” è l’immensità che il poeta immagina oltre la siepe, e “naufragare” è il perdersi in quel pensiero. Nessun come, nessun “simile a”: l’immagine prende direttamente il posto del concetto.

Metafora e similitudine: la differenza in una tabella

Similitudine Metafora
Tipo di confronto Esplicito Implicito, sottinteso
Parola di paragone Sempre presente (come, simile a, tale… quale) Assente
Termini visibili Entrambi Spesso solo l’immagine
Rapporto espresso “A assomiglia a B” “A è B”
Esempio “Sei forte come un leone” “Sei un leone”
Effetto Più chiaro e descrittivo Più sintetico e d’impatto

Il trucco per riconoscerle subito

Quando hai un dubbio, fai due controlli in quest’ordine:

  1. Cerca il connettivo. Se nella frase c’è come, simile a, così… come o tale… quale e collega due cose di natura diversa, sei davanti a una similitudine.
  2. Prova a prenderla alla lettera. Se la frase, letta in senso letterale, è impossibile o assurda (“Marco è una volpe”, “ho un cuore di pietra”) e non c’è nessun connettivo, è una metafora.

Un buon esercizio è la “trasformazione”: prendi la metafora e aggiungi il come. “Marco è una volpe” diventa “Marco è furbo come una volpe”: hai ottenuto una similitudine. Il procedimento funziona quasi sempre, ma non in tutti i casi, come vedrai fra poco.

Attenzione: la similitudine non è il paragone

Non tutte le frasi con come sono similitudini. Se i due termini appartengono alla stessa categoria e il confronto è letterale, si parla di semplice paragone (o comparazione). “Anna è bionda come sua sorella” non è una figura retorica: si confrontano due persone e il senso è letterale. “Anna ha i capelli come l’oro”, invece, accosta cose diverse per creare un’immagine, ed è una similitudine.

Proprio da qui nasce il limite della regola di Quintiliano, discusso anche nella voce “Metafora” dell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani: “è forte come un leone” si può ridurre a “è un leone”, ma “è forte come suo padre” non può diventare “è suo padre” senza cambiare completamente significato. Quando il confronto è letterale, togliere il come non produce una metafora.

Le metafore che non vediamo più

Moltissime parole di tutti i giorni sono nate come metafore e oggi non le percepiamo più come tali: la gamba del tavolo, il braccio della lampada, il collo della bottiglia, il piede della montagna. Sono le cosiddette catacresi, o metafore “spente”: servivano a dare un nome a qualcosa che non lo aveva, e con l’uso sono entrate nel lessico comune.

Anche nel linguaggio quotidiano usiamo metafore continuamente: diciamo che qualcuno “ripete a pappagallo” quando ripete senza capire, oppure descriviamo un cambiamento personale con l’immagine del bruco che diventa farfalla. In entrambi i casi nessuno pensa a un animale vero: l’immagine prende il posto del concetto.

Le altre figure retoriche che si confondono spesso

Metafora e similitudine fanno parte delle figure di significato, quelle che giocano sul senso delle parole. Se stai ripassando per una verifica o per l’esame, conviene affiancarle ad altre coppie che creano lo stesso tipo di dubbio:

  • l’ossimoro e l’antitesi, che lavorano entrambi sui contrari: trovi la spiegazione completa nella guida alla differenza tra ossimoro e antitesi;
  • l’allegoria, che si può considerare una metafora prolungata su un intero testo;
  • l’analogia, che accosta immagini lontane senza alcun connettivo, lasciando al lettore il compito di trovare il legame.

E se i dubbi riguardano la grammatica più che la retorica, può esserti utile anche la guida sulla differenza tra proposizione e preposizione, un’altra coppia di termini che a scuola si scambiano spesso. Lo stesso vale per due parole quasi identiche ma con significati diversi: trovi tutto nella guida alla differenza tra perifrasi e parafrasi.

Domande frequenti

“Sei il mio sole” è una metafora o una similitudine?

È una metafora: non c’è nessuna parola di paragone e la persona viene identificata direttamente con il sole. Diventerebbe una similitudine se dicessi “sei luminosa come il sole”.

Basta la parola “come” per avere una similitudine?

No. Il come deve collegare due realtà diverse per creare un’immagine. Se confronta due cose della stessa categoria in senso letterale (“è alto come suo fratello”), si tratta di un normale paragone.

Qual è la differenza tra metafora e analogia?

Entrambe eliminano il connettivo, ma la metafora si basa su una somiglianza abbastanza intuitiva (leone = coraggio), mentre l’analogia accosta immagini molto lontane fra loro, lasciando al lettore il compito di ricostruire il legame.

Quale delle due è più efficace?

Dipende dallo scopo. La similitudine è più chiara e guida il lettore passo passo; la metafora è più rapida e sorprendente, ma richiede uno sforzo di interpretazione. Per questo la metafora è una delle figure preferite dai poeti e da chi scrive slogan pubblicitari.

Per approfondire dal punto di vista storico e teorico puoi consultare la voce Metafora dell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani e la definizione di similitudine nel Vocabolario Treccani.

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