differenze ebastina e bilastina
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Ebastina o Bilastina: tutte le differenze (efficacia, posologia, quale scegliere)

Aggiornato a maggio 2026

L’ebastina e la bilastina sono due antistaminici di seconda generazione molto utilizzati in Italia per il trattamento della rinite allergica, della rinocongiuntivite e dell’orticaria. Sebbene appartengano alla stessa classe e abbiano un’efficacia clinica complessivamente comparabile, differiscono per metabolismo, modalità di assunzione, posologia, profilo di interazioni farmacologiche e formulazioni disponibili. Conoscere queste differenze è utile per capire perché il medico potrebbe preferire una molecola all’altra in base alle caratteristiche del paziente.

In breve: le 5 differenze principali

  1. Metabolismo: l’ebastina è un profarmaco che viene trasformato dal fegato nel suo metabolita attivo, la carebastina; la bilastina invece non viene praticamente metabolizzata e viene eliminata immodificata con urine e feci.
  2. Modalità di assunzione: l’ebastina può essere assunta con o senza cibo; la bilastina richiede lo stomaco vuoto (un’ora prima o due ore dopo i pasti) e va evitata insieme a succhi di frutta o pompelmo.
  3. Posologia: l’ebastina è disponibile in due dosaggi (10 o 20 mg al giorno); la bilastina è prevista a dose fissa di 20 mg al giorno negli adulti.
  4. Età di utilizzo: l’ebastina è indicata da 12 anni in su; la bilastina ha formulazioni autorizzate anche per i bambini dai 6 agli 11 anni con peso superiore a 20 kg.
  5. Interazioni farmacologiche: per l’ebastina sono note interazioni clinicamente rilevanti con ketoconazolo, eritromicina e rifampicina; la bilastina è meno problematica con altri farmaci ma più sensibile alle interazioni con cibo e succo di pompelmo.

Tabella comparativa Ebastina vs Bilastina

CaratteristicaEbastinaBilastina
Classe farmacologicaAntistaminico H1 di II generazioneAntistaminico H1 di II generazione
Nomi commerciali in ItaliaKestine®, Clever®, Netan®Robilas®, Bilastina EG®, generici
Indicazioni autorizzateRinite allergica (stagionale e perenne), orticariaRinocongiuntivite allergica (stagionale e perenne), orticaria
Posologia negli adulti10 mg/die o 20 mg/die20 mg/die
Età di utilizzoDa 12 anniDa 12 anni (compresse 20 mg); da 6 a 11 anni con peso ≥ 20 kg (orodispersibili 10 mg, soluzione orale 2,5 mg/ml)
Modalità di assunzioneCon o senza ciboA stomaco vuoto: 1 h prima o 2 h dopo pasti e succhi di frutta
Inizio dell’effettoCirca 1 ora30-60 minuti
Durata d’azioneFino a 48 ore24 ore
MetabolismoEpatico, via CYP3A4 (metabolita attivo: carebastina)Praticamente assente, eliminata immodificata (65 % urine, 35 % feci)
Aggiustamento doseMassimo 10 mg/die in insufficienza epatica lieve/moderataCautela in insufficienza renale moderata/grave se assunta con altri farmaci
Interazioni rilevantiKetoconazolo, itraconazolo, eritromicina, rifampicinaCibo e succo di pompelmo (riducono l’efficacia); ketoconazolo, eritromicina, diltiazem, ciclosporina (modificano l’esposizione)
Effetto sull’intervallo QTPossibile prolungamento in associazione a inibitori del CYP3A4Nessun prolungamento clinicamente significativo agli studi
SonnolenzaPossibile, generalmente lieveGeneralmente assente; non potenzia l’effetto dell’alcol alla dose terapeutica
FormulazioniCompresse rivestite 10/20 mg, liofilizzato orale 20 mg al gusto mentaCompresse 20 mg, orodispersibili pediatriche 10 mg, soluzione orale 2,5 mg/ml
Classe SSNClasse C (a carico del cittadino)Classe C (a carico del cittadino)

Cos’è l’ebastina

L’ebastina è un antistaminico H1 di seconda generazione, indicato per il trattamento sintomatico delle riniti allergiche stagionali e perenni e dell’orticaria. In Italia è commercializzata con i nomi Kestine®, Clever® e Netan® ed è disponibile in compresse rivestite da 10 mg e 20 mg, oltre che in una formulazione di liofilizzato orale al gusto menta che si scioglie sulla lingua senza bisogno di acqua.

Una caratteristica importante dell’ebastina è che si tratta di un profarmaco: assunta per via orale, viene trasformata dal fegato (principalmente attraverso l’enzima CYP3A4) nel suo metabolita attivo, la carebastina, che è la forma realmente responsabile dell’effetto antistaminico. Questo passaggio metabolico ha tre conseguenze pratiche: l’ebastina può interagire con farmaci che inibiscono o inducono il CYP3A4, richiede cautela in caso di insufficienza epatica e produce un effetto che si estende oltre le 24 ore (la carebastina ha un’emivita lunga, e gli studi farmacocinetici riportano un’azione che può protrarsi fino a 48 ore).

Cos’è la bilastina

La bilastina è anch’essa un antistaminico H1 di seconda generazione, autorizzato per la rinocongiuntivite allergica (stagionale e perenne) e l’orticaria. In Italia il nome commerciale di riferimento è Robilas®, ma sono disponibili anche generici equivalenti come Bilastina EG®. Il farmaco è stato approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) nel 2010 ed è incluso tra le molecole che soddisfano i criteri stabiliti dalla European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) e dal progetto ARIA per il trattamento della rinite allergica.

A differenza dell’ebastina, la bilastina non viene metabolizzata in modo significativo dall’organismo: viene assorbita, esercita la sua azione e poi viene eliminata in larga parte immodificata, attraverso urine (circa il 65 %) e feci (circa il 35 %). Non interferisce con il sistema enzimatico del citocromo P450 e questo la rende una molecola con un profilo di interazioni farmacologiche complessivamente più semplice. La caratteristica peculiare però è che la bilastina è un substrato della glicoproteina P (P-gp): ciò significa che alcuni alimenti, e in particolare il succo di pompelmo, possono alterarne l’assorbimento. Per questo motivo va assunta a stomaco vuoto.

Differenze nel meccanismo d’azione

Entrambe le molecole agiscono come antagonisti selettivi dei recettori H1 dell’istamina periferica, bloccando i sintomi tipici delle reazioni allergiche: prurito, lacrimazione, starnuti, congestione nasale, pomfi cutanei. Né l’ebastina né la bilastina attraversano in misura clinicamente rilevante la barriera ematoencefalica, per cui non producono la marcata sonnolenza tipica degli antistaminici di prima generazione (come la difenidramina o la clorfenamina).

La differenza concettuale più importante riguarda il destino metabolico. L’ebastina richiede l’attivazione epatica per esercitare il suo effetto: questo significa che la sua efficacia può essere ridotta nei pazienti con grave insufficienza epatica e che la concentrazione di farmaco nel sangue può salire in modo non prevedibile se si assumono contemporaneamente farmaci che inibiscono il CYP3A4. La bilastina, non passando attraverso questa via, è meno influenzata dalla funzione epatica e ha meno interazioni a livello dei citocromi.

Posologia e modalità di assunzione

Questa è una delle differenze più rilevanti dal punto di vista pratico, perché ha conseguenze dirette sulla quotidianità di chi assume il farmaco.

Ebastina può essere assunta indifferentemente durante o lontano dai pasti. La posologia è flessibile: 10 mg al giorno per i sintomi di intensità lieve-moderata, 20 mg al giorno per i sintomi più importanti, comprese le riniti allergiche perenni. Nei pazienti con insufficienza epatica di grado lieve o moderato non si dovrebbe superare il dosaggio di 10 mg al giorno. Nei bambini sotto i 12 anni l’uso non è raccomandato perché non sono disponibili dati di sicurezza ed efficacia.

Bilastina richiede invece un’attenzione specifica al momento dell’assunzione: la compressa deve essere presa un’ora prima dei pasti, oppure due ore dopo, e va evitata l’associazione con succhi di frutta (in particolare succo di pompelmo, che riduce significativamente l’esposizione sistemica al farmaco). Il dosaggio standard è 20 mg al giorno per gli adulti e gli adolescenti di età superiore a 12 anni, senza necessità di aggiustamenti per i pazienti anziani o con insufficienza renale isolata. Per i bambini dai 6 agli 11 anni con peso ≥ 20 kg sono disponibili formulazioni orodispersibili da 10 mg e una soluzione orale a 2,5 mg/ml.

In sintesi: chi mangia spesso fuori orario o ha difficoltà a ricordarsi di assumere un farmaco a stomaco vuoto trova l’ebastina più comoda; chi cerca un farmaco con assorbimento più predicibile e meno influenzato dal contenuto del fegato preferisce la bilastina, accettando la regola dello stomaco vuoto.

Inizio dell’effetto e durata d’azione

I dati farmacocinetici riportati nelle schede tecniche e in letteratura indicano per la bilastina un inizio d’azione relativamente rapido, entro 30-60 minuti dall’assunzione, con un effetto antistaminico che si mantiene per 24 ore e consente quindi una singola somministrazione giornaliera. La concentrazione plasmatica massima viene raggiunta in circa 1,5 ore.

Per l’ebastina, l’inizio d’azione è generalmente atteso entro un’ora, ma con un effetto che, grazie al metabolita attivo carebastina (che ha un’emivita lunga), può protrarsi fino a 48 ore. In pratica, l’ebastina può offrire un effetto residuo nel giorno successivo, mentre la bilastina è più “lineare” su un ciclo di 24 ore.

Va precisato che la differenza sulla durata, pur reale, è spesso poco rilevante nella pratica clinica: entrambe le molecole sono concepite per una singola dose giornaliera, e ciò che conta nel trattamento delle forme allergiche è la regolarità dell’assunzione durante tutto il periodo di esposizione all’allergene.

Profilo di sicurezza ed effetti collaterali

Entrambi gli antistaminici hanno un profilo di sicurezza generalmente favorevole, ma con alcune differenze.

Gli effetti collaterali più frequenti dell’ebastina sono bocca secca, mal di testa e sonnolenza. Sono stati segnalati anche dolore addominale, nausea, dispepsia, astenia, faringite, rinite, capogiri, insonnia e, occasionalmente, epistassi (sanguinamento dal naso). Un punto di attenzione specifico riguarda l’effetto sull’intervallo QT all’elettrocardiogramma: in associazione a inibitori del CYP3A4 (come ketoconazolo o eritromicina) i livelli plasmatici di ebastina possono aumentare e si è osservato un prolungamento del QT di circa 10 millisecondi superiore a quello prodotto da ketoconazolo o eritromicina da soli. Per questo l’ebastina richiede prudenza nei pazienti con preesistenti alterazioni dell’ECG o squilibri elettrolitici (in particolare ipopotassiemia).

Per la bilastina gli effetti avversi più comuni sono cefalea e sonnolenza, con frequenze nell’ordine dell’1-2 % dei pazienti negli studi clinici. Più raramente sono stati riportati ansia, vertigini, alterazioni elettrocardiografiche minori, astenia, xerostomia, dispepsia, dolore addominale, nausea e diarrea. Uno studio specifico sul QT condotto con dosaggi di 100 mg al giorno per 4 giorni (cinque volte la dose terapeutica) non ha evidenziato un prolungamento clinicamente significativo della ripolarizzazione ventricolare. Inoltre, alla dose terapeutica di 20 mg, la bilastina non potenzia l’effetto sedativo dell’alcol e non sembra influenzare in modo clinicamente rilevante la capacità di guida.

Per quanto riguarda gravidanza e allattamento, entrambi i farmaci sono generalmente da evitare salvo diversa indicazione del medico, perché i dati disponibili sull’uso nelle donne in gravidanza sono limitati o assenti.

Interazioni farmacologiche: il punto in cui la scelta cambia

Le interazioni farmacologiche sono spesso il fattore decisivo nella scelta tra ebastina e bilastina, specialmente per pazienti che assumono più farmaci.

Ebastina può interagire con:

  • Antibiotici macrolidi (eritromicina, claritromicina) e antifungini azolici (ketoconazolo, itraconazolo): inibiscono il CYP3A4, aumentano i livelli plasmatici di ebastina e possono prolungare l’intervallo QT.
  • Rifampicina (antitubercolare): induce il CYP3A4, riduce le concentrazioni di ebastina e può diminuirne l’efficacia.
  • Sono stati esclusi effetti clinicamente rilevanti con teofillina, warfarin, cimetidina, diazepam e alcol.

Bilastina può essere influenzata da:

  • Cibo, succhi di frutta e succo di pompelmo: ne riducono significativamente l’assorbimento; per questo va assunta a stomaco vuoto.
  • Inibitori della glicoproteina P (ketoconazolo, eritromicina, ciclosporina, diltiazem): possono aumentare l’esposizione sistemica al farmaco; il medico valuterà se servono aggiustamenti, soprattutto in caso di insufficienza renale moderata o grave.
  • Non interferisce con il citocromo CYP450, quindi ha meno interazioni con la maggior parte dei farmaci comuni.

Per un paziente politrattato, in particolare cardiopatico o in terapia con farmaci che agiscono sul fegato, il profilo della bilastina tende a essere più semplice da gestire. Per un paziente giovane e sano che non vuole vincoli sui pasti, l’ebastina può essere più comoda.

Quale antistaminico è più adatto al tuo caso

La scelta tra ebastina e bilastina spetta sempre al medico, che valuta il singolo paziente. Tuttavia, in base ai dati delle schede tecniche, esistono scenari in cui una delle due molecole tende a essere preferita.

La bilastina può essere preferita quando:

  • Si assumono altri farmaci metabolizzati dal fegato (terapie cardiologiche, antibiotici, antifungini).
  • C’è un’insufficienza epatica preesistente.
  • Il paziente è un adolescente o un bambino tra i 6 e gli 11 anni (sono disponibili formulazioni pediatriche dedicate).
  • Si vuole un farmaco con profilo di sicurezza cardiologica più rassicurante.
  • L’attività richiede massima vigilanza (guida professionale, lavori di precisione).

L’ebastina può essere preferita quando:

  • Si vuole flessibilità nell’orario di assunzione e nella relazione con i pasti.
  • È utile poter scegliere tra dosaggio standard (10 mg) e dosaggio più alto (20 mg) in base all’intensità dei sintomi.
  • Si apprezza una formulazione orodispersibile gradevole (liofilizzato al gusto menta) per chi ha difficoltà a deglutire compresse.
  • L’effetto residuo nelle 48 ore è considerato un vantaggio (per esempio in caso di esposizioni intermittenti agli allergeni).

In generale, in caso di dubbio o di terapie complesse, è bene parlare con il proprio medico o farmacista.

Domande frequenti su ebastina e bilastina

Ebastina e bilastina sono uguali?

No. Sono entrambi antistaminici di seconda generazione, ma hanno principi attivi distinti, metabolismo diverso, modalità di assunzione differenti e profili di interazione farmacologica non sovrapponibili. L’efficacia clinica complessiva sui sintomi allergici è considerata comparabile, ma in alcuni pazienti uno dei due può funzionare meglio dell’altro.

Bilastina o ebastina: quale dà meno sonnolenza?

Entrambe sono progettate per non superare la barriera ematoencefalica e per minimizzare la sedazione. Nei dati degli studi clinici la bilastina mostra una bassa incidenza di sonnolenza alla dose terapeutica (20 mg) e non potenzia l’effetto dell’alcol. L’ebastina ha un profilo simile, ma la sonnolenza è inclusa tra gli effetti indesiderati riportati con maggiore frequenza. Su base individuale la risposta può variare.

Si può passare dall’ebastina alla bilastina (o viceversa)?

Il cambio di un antistaminico va sempre concordato con il medico. È una pratica relativamente comune quando una molecola non offre un controllo soddisfacente dei sintomi o causa effetti indesiderati. Generalmente il passaggio da una all’altra non richiede una sospensione intermedia, ma è bene seguire le indicazioni del professionista.

Ebastina e bilastina sono mutuabili?

In Italia entrambi i farmaci sono classificati in Classe C, quindi a totale carico del cittadino e non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. Sono entrambi soggetti a prescrizione medica (ricetta ripetibile).

Quanto costano?

I prezzi al pubblico sono comparabili. Per orientarsi, una confezione da 20 compresse di Robilas 20 mg costa intorno agli 11 euro; per Kestine il prezzo varia in base al dosaggio (10 o 20 mg) e alla confezione. Sono disponibili equivalenti generici sia per l’ebastina sia per la bilastina, generalmente meno costosi.

Si possono prendere insieme ebastina e bilastina?

L’associazione di due antistaminici della stessa classe non è una pratica standard e non offre vantaggi documentati: si rischia solo di sommare effetti indesiderati. In caso di scarso controllo dei sintomi con un singolo antistaminico, il medico può valutare un cambio di molecola, un aumento della dose (off-label, sotto controllo) o l’aggiunta di un farmaco di altra classe (per esempio un cortisonico topico nasale).

Si possono usare in gravidanza?

Per entrambi i farmaci i dati sull’uso in gravidanza sono limitati. Le schede tecniche raccomandano di evitarli salvo diversa indicazione del medico, che valuterà il rapporto rischio/beneficio. Anche durante l’allattamento è preferibile consultare lo specialista.

Quale antistaminico è più adatto ai bambini?

Tra le due molecole, solo la bilastina ha formulazioni autorizzate per l’età pediatrica fra i 6 e gli 11 anni (compresse orodispersibili da 10 mg e soluzione orale 2,5 mg/ml), purché il bambino abbia un peso di almeno 20 kg. L’ebastina non è raccomandata sotto i 12 anni perché mancano dati di sicurezza ed efficacia nei bambini più piccoli.

Disclaimer

Le informazioni di questo articolo sono di carattere divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico o del farmacista. La scelta di un antistaminico, il suo dosaggio e la durata del trattamento devono essere stabiliti da un professionista sanitario in base al quadro clinico individuale. Per la versione completa e aggiornata delle informazioni sui farmaci citati, consultare la banca dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) all’indirizzo aifa.gov.it.

Fonti

  • AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco. Banca dati farmaci, RCP e foglietti illustrativi di Robilas e Kestine.
  • EMA – European Medicines Agency. Procedure di mutuo riconoscimento per la bilastina (2010).
  • Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto: Robilas 20 mg compresse (Menarini); Bilastina EG.
  • Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto: Kestine 10 mg e 20 mg compresse rivestite (Almirall).
  • Informazioni sui Farmaci – Bilastina (informazionisuifarmaci.it).
  • Voce “Bilastina” – Wikipedia (riferimenti bibliografici a Jáuregui et al. 2012; Bachert et al. 2009; Kuna et al. 2009).
  • European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) – linee guida sulla rinite allergica.

Articolo a scopo informativo. Ultima revisione: maggio 2026.

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