Messo notificatore e messo comunale: chi è e come diventarlo

Messo notificatore e messo comunale: chi è, cosa fa e come diventarlo

Quando arriva un atto ufficiale del Comune, un avviso di accertamento sui tributi locali o un’ordinanza, spesso a consegnarlo è un messo. Ma chi è esattamente, che differenza c’è tra messo comunale e messo notificatore e come si fa a diventarlo? In questa guida mettiamo ordine, con i riferimenti normativi essenziali.

Che cosa fa un messo

Il messo è la figura incaricata di notificare gli atti, cioè di portarli a conoscenza legale del destinatario seguendo procedure precise. La notifica non è una semplice consegna: è un procedimento che produce effetti giuridici (ad esempio fa decorrere i termini per pagare o fare ricorso) e che il messo certifica con la relata di notifica, in cui indica data, luogo, persona a cui ha consegnato l’atto oppure le ricerche fatte e i motivi della mancata consegna.

Messo comunale e messo notificatore: le differenze

Messo comunaleMesso notificatore
RiferimentoDipendente del Comune; art. 10 L. 265/1999 sulle notifiche per conto di altre amministrazioniL. 296/2006 (Finanziaria 2007), commi 158-160
Come viene nominatoAssunto dal Comune, in genere con concorso pubblicoNominato con provvedimento formale dal dirigente dell’ufficio competente, dopo corso di formazione ed esame di idoneità
Chi può esserloPersonale del ComuneDipendenti del Comune o della Provincia, dipendenti dei soggetti incaricati di accertamento e riscossione delle entrate, oppure persone con qualifica, esperienza e affidabilità adeguate
Cosa notificaAtti del Comune (ordinanze, convocazioni, avvisi, verbali) e atti di altre pubbliche amministrazioni che ne fanno richiestaSoprattutto atti di accertamento e riscossione delle entrate dell’ente (ad esempio tributi locali) e atti delle procedure esecutive
Dove operaNel territorio del ComuneNel territorio dell’ente che lo ha nominato

In sintesi: il messo comunale è una figura “storica” dell’amministrazione comunale, mentre il messo notificatore è una figura introdotta nel 2007 per rafforzare la capacità degli enti locali di notificare i propri atti tributari e di riscossione, anche ricorrendo a personale esterno qualificato.

Come avviene una notifica

Le regole generali sono quelle del codice di procedura civile (articoli 137 e seguenti); per gli atti tributari si applica l’art. 60 del DPR 600/1973, che richiama le norme del codice con alcune modifiche. Le situazioni più comuni sono:

  • Consegna a mani del destinatario (art. 138 c.p.c.).
  • Consegna nella residenza, nella dimora o nel luogo di lavoro a un familiare convivente, a un addetto alla casa o al portiere (art. 139 c.p.c.).
  • Destinatario assente o persone che rifiutano di ricevere l’atto (art. 140 c.p.c.): il messo deposita l’atto nella casa comunale, affigge un avviso in busta chiusa alla porta dell’abitazione e invia una raccomandata con avviso di ricevimento.
  • Notifica via PEC, prevista dall’art. 149-bis c.p.c. e sempre più usata dalle amministrazioni.

Se hai ricevuto un avviso di deposito in casa comunale, l’atto si ritira presso l’ufficio indicato nell’avviso, di solito con un documento d’identità. Attenzione: la notifica può considerarsi perfezionata anche se non ritiri l’atto, quindi non ignorare l’avviso.

Come diventare messo comunale

Il messo comunale è un dipendente pubblico: si diventa tali vincendo un concorso pubblico bandito dal Comune. I bandi si trovano sul sito del Comune nella sezione “Amministrazione trasparente – Bandi di concorso”, sul portale inPA e nella Gazzetta Ufficiale (serie Concorsi). Requisiti e prove variano da bando a bando:

  • Titolo di studio: alcuni bandi richiedono la scuola dell’obbligo, altri il diploma; leggi sempre il bando.
  • Requisiti generali per il pubblico impiego: cittadinanza, godimento dei diritti politici, idoneità fisica, assenza di condanne ostative.
  • Spesso la patente B, perché il lavoro richiede spostamenti sul territorio.
  • Prove: di solito scritta e/o orale su notificazioni (c.p.c. e DPR 600/1973), ordinamento degli enti locali (TUEL, D.Lgs. 267/2000), procedimento amministrativo (L. 241/1990), privacy, codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

Come diventare messo notificatore

  1. Essere in una delle categorie previste dalla legge: dipendente di Comune o Provincia, dipendente di un soggetto incaricato di accertamento e riscossione delle entrate dell’ente, oppure persona con qualifica professionale, esperienza e affidabilità adeguate.
  2. Frequentare un corso di formazione e qualificazione per messi notificatori.
  3. Superare l’esame di idoneità finale.
  4. Ottenere la nomina con provvedimento formale del dirigente dell’ufficio competente dell’ente.

La nomina abilita a operare per l’ente che l’ha disposta e nel suo territorio. Corsi ed esami sono organizzati in modo diverso da ente a ente, anche tramite associazioni di enti locali o soggetti affidatari del servizio.

Che competenze servono

  • Precisione: un errore nella relata o nella procedura può rendere invalida la notifica.
  • Conoscenza delle norme sulle notificazioni e aggiornamento continuo (giurisprudenza e nuove regole sulla notifica digitale).
  • Capacità di relazione: il messo incontra cittadini spesso preoccupati per l’atto che ricevono.
  • Organizzazione degli spostamenti e gestione dei registri delle notifiche e delle pubblicazioni.

Domande frequenti

Il messo può notificare a qualsiasi ora?

Il codice di procedura civile (art. 147) prevede che le notificazioni non possano essere fatte prima delle 7 e dopo le 21.

Messo e ufficiale giudiziario sono la stessa cosa?

No. L’ufficiale giudiziario dipende dall’amministrazione della giustizia e notifica atti giudiziari civili e penali; il messo opera per l’ente locale.

Dove trovo i concorsi per messo?

Sul portale inPA, sui siti dei Comuni e nella Gazzetta Ufficiale. Se ti interessa il lavoro pubblico, nella sezione Lavoro trovi altre guide.

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